Bullet Journal: come iniziare

Tra i tanti modi possibili per organizzarsi, ce n’è uno che ultimamente sta prendendo sempre più piede tra gli appassionati del planning: il bullet journal

Cos’è un bullet journal

Il bullet journal non è altro che un modo ordinato di fare liste, dando vita ad un’agenda fai da te da usare come alternativa a quelle con pagine e categorie già pronte.
Tutto ciò che serve per realizzare il nostro personale bullet journal è un quaderno bianco, che poi andremo completamente a personalizzare, annotando idee, progetti, cose da fare, obiettivi, impegni e appunti.
E’ un modo molto efficace e anche divertente per tenere tutto a portata di mano, invece che frammentare i vari argomenti in tante diverse agende.

Il fatto che si parta da un quaderno bianco, vuol dire che nelle pagine non c’è già un calendario con la data, ma se necessario dovremo crearlo noi manualmente, ma il bullet journal non nasce tanto per tenere nota degli impegni quotidiani ma soprattutto per chi non ha degli impegni fissi ogni giorno, ma per chi ha bisogno di un supporto dinamico per organizzarsi, prendere appunti e tenere traccia di progressi o di qualsiasi cosa gli interessi.

Una pagina può essere dedicata alle nostre citazioni preferite

La prima pagina del bullet journal

In questo primo post riguardo il bullet journal, partiremo dall’inizio ovvero dalla prima pagina:

In genere la prima pagina viene usata per l’indice. Essendo il bullet journal un’agenda dinamica, non potremo sapere fin dall’inizio cosa conterrà, per questo consigliamo di tenere circa 4 pagine bianche da usare man mano per riportare i vari punti che andranno a formare l’indice.

Se abbiamo già deciso alcuni argomenti, possiamo riportarli in questo modo

  • COMPLEANNI (pag. 6 e 7)
  • CITAZIONI (pag. 10-11)
  • TO DO LIST (da pag. 15 a 20)
  • IDEE POST PER IL BLOG  (pag. 31)
  • MESE DI MAGGIO (pag. 33-34)

Un altro consiglio per rendere facile la consultazione è quella di usare dei post-it o dei segna pagina colorati all’inizio di ogni sezione. Riportate il colore utilizzato nell’indice, accanto alla voce relativa.

La Key Page

Un’altra pagina molto importante, che va fatta all’inizio del bullet journa (prima o subito dopo l’indice) è la pagina delle “chiavi”.

Le chiavi non sono altro che simboli, icone, che useremo per identificare a colpo d’occhio sia l’argomento sia lo stato di una certa attività.
Anche in questo caso, sta a voi la completa libertà nel scegliere sia i simboli che il loro significato.

Ad esempio, potete usare un puntino ● per identificare le attività da fare e un puntino barrato da una X per quelle completate. Il simbolo dell’€ o il disegno di un carrello per ciò che riguarda gli acquisti, un punto esclamativo per le priorità e così via.

Ecco qui un’immagine con delle icone che potete usare per prendere spunto per le vostre.

Vista la quantità di note con cui lo andremo a riempire, è importante che il supporto che sceglierete per dare vita al nostro bullet journal sia capiente, o rischierete di restare presto a corto di fogli.

Per questo tipo di progetto, consigliamo un note come il MyNotebook, con tanti fogli plain disponibili sia a quadretti che a righe, o i MyColoredNotes con fogli completamente vuoti ma colorati. Entrambi sono rilegati con la tecnica Gloo, cosa che con l’apertura a 180° renderà l’utilizzo ancora più comodo (se non sai di cosa si tratta leggi: perché farsi limitare dal proprio quaderno?)

Nei prossimi articoli parleremo ancora del bullet journal e di come usare quest’agenda fai da te in modo efficiente e creativo.

 

 

Con MyDiary la sua prima pappa diventa un ricordo

 

Il MyDiary è un diario per la mamma, nel quale conservare i ricordi legati al proprio bambino a partire dalla gravidanza.

Ogni tappa del suo sviluppo e della sua crescita diventano un prezioso ricordo da conservare, ma anche un utile appunto da consultare con l’arrivo di un altro figlio o per dare consigli ad un’amica che in futuro si troverà a vivere ciò che noi abbiamo già affrontato.

Ad esempio, se a distanza di qualche anno qualcuno dovesse chiedervi “ma tu cosa gli hai dato come prima pappa”? Vi basterà aprire il myDiary alla pagina corrispondente e leggere cosa che avete riportato.

RICETTA PRIMA PAPPA

Ci sono moltissime versioni di “prima pappa”, ecco qui un’idea basata sul metodo dello svezzamento classico.

Ingredienti:

1 carota
1 patata
1 zucchina
20 g crema di riso
200ml di brodo vegetale
mezzo omogeneizzato di pollo
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva.
1 cucchiaino di parmigiano

Procedimento:

Preparate il brodo vegetale senza sale facendo bollire le verdure in circa 1 litro d’acqua, per poi filtrare il brodo.
Quando sarà pronto caldo, aggiungete la crema di riso e mezzo vasetto di omogeneizzato di pollo.
Mescolate tutto e condite la pappa con un cucchiaino di olio di oliva extravergine e uno di parmigiano.

Trovi MyDiary sul GlooShop o su Amazon.it

 

Come creare un life plan in 3 step

Studi dimostrano che le persone che scrivono i propri obiettivi, hanno il 33% di probabilità in più di realizzarli.
Quando ci chiedono “come ti vedi tra 5 anni?” Può essere difficile rispondere, ma si può facilmente arrivare a rispondere alla domanda procedendo per step.

Per riuscire a pianificare i nostri obiettivi entro 5 anni bisogna innanzitutto suddividere la lista in 5 gruppi: carriera, desideri, finanze, famiglia, personale.

PRIMO PASSO: SCRIVI UN LIFE PLAN

A questo punto il primo passo da fare è quello di vedere i 5 obiettivi nel contesto del lugo termine, ovvero il “life plan”.
In questa categoria risponderemo alle voci della nostra lista elencando, per ogni punto, ciò che vorremmo avere come risultato finale.
Ad esempio, per quanto riguarda la carriera potrebbe essere “diventare uno scrittore”.

SECONDO PASSO: SCRIVI I TUOI OBIETTIBI ENTRO I 5 ANNI

Una volta capito cosa vogliamo nella vita, sarà molto più facile darsi degli obiettivi a medio termine come 5 anni.
Se il nostro sogno è diventare uno scrittore, l’obiettivo a 5 anni potrà essere “pubblicare il mio primo libro”.

TERZO PASSO: SCRIVI I TUOI OBIETTIVI QUOTIDIANI

Ma come realizzare gli obiettivi a lungo e medio termine? Definendo degli obietti quotidiani!
Nella terza parte del plan infatti scriveremo, sempre per gli stessi 5 punti, cosa abbiamo intenzione di fare ogni giorno per il raggiungimento degli obiettivi finali.
Perciò, restando sempre sul tema della carriera, questa voce potrebbe essere “scrivere 3 pagine al giorno”.

 

Ecco un esempio di come potrebbe iniziare la lista.
Considerate però che per ogni punto potrete inserire più di una voce!

Nella foto: MyNotebook con righe diagonali

 

10 curiosità sulla Pasqua che (forse) non conoscevi

Il giorno di Pasqua si avvicina e per l’occasione vogliamo proporvi queste curiosità su questa festa che forse non tutti conoscono:

  1. E’ LA FESTA CRISTIANA PIU’ IMPORTANTE
    Erroneamente si tende a credere che la festa più importante per la religione cristiana sia il Natale, ma sebbene il giorno in cui si celebra la nascita di Cristo sia la festa generalmente più sentita, è l’evento della resurrezione ad aver fatto nascere la religione cristiana e proprio per questo, la Pasqua che ne festeggia la ricorrenza, è da considerarsi la festa più importante.
  2. PERCHE’ A PASQUETTA SI FA UNA GITA FUORI PORTA?
    Viene chiamato “Pasquetta” il lunedì successivo alla Domenica di Pasqua, (detto anche “Lunedì dell’Angelo”)
    I cristiani normalmente festeggiano questo giorno con una passeggiata fuori porta e questo per richiamare il fatto che quando Gesù risorse e apparì per la prima volta ai discepoli, questi si stavano dirigendo in un villaggio vicino Gerusallemme (Emmaus)
  3. PASQUA O EASTER?
    Noi la chiamiamo “Pasqua”, parola di origine ebraica (Pesach) che significa “passaggio”. Questa parola veniva usata sia nella Pasqua Ebraica per indicare il passaggio di Mosè dal Mar Rosso sia quella Cristiana in cui invece viene riferita al passaggio di Gesù dalla morte alla vita.
    In inglese invece la stessa festività si indica con il termin “Easter” che ha tutt’altra origine. Questo nome infatti deriva da un’antica divinità Germanica chiamata Estara_: dea protettrice delle uova e dei conigli. Ecco perché questi due elementi sono diventati dei simboli tradizionali di questa festa.
  4. IL CONIGLIETTO PASQUALE
    Questo personaggio, non molto diffuso in Italia, è entrato a far parte della tradizione grazie al Luteranesimo e rappresenta una versione pasquale di Babbo Natale. E’ lui a consegnare (o meglio, nascondere!) le uova per i bambini che il giorno di Pasqua si divertiranno a trovarli in una golosa caccia al tesoro.
  5. LE UOVA DI CIOCCOLATO
    Quella che sembra la tradizione più scontata di tutta la Pasqua, ovvero lo scambio delle uova di cioccolato, è in realtà una consuetudine molto recente. Il primo uovo di ti, è stato prodotto a Bristol appena 150 anni fa (nel 1873)
  6. LA DATA
    La Pasqua è una cosiddetta “festività mobile” in quanto la data in cui si festeggia varia di anno in anno. In questo caso la data è legata al ciclo lunare. Inoltre la data cambia a seconda che ci si basi sul calendario Giuliano (usato da cattolici e protestanti) o Gregoriano (sato da ortodossi e chiese cattoliche orientali). In alcuni anni però, le date dei due calendari coincidono.
  7. LA COLAZIONE PASQUALE
    In Italia è diffusa la tradizione di fare “la colazione di Pasqua”, la cui composizione varia da regione a regione.
    Si parte dalla classica colomba fino ad arrivare a ricche colazioni sia dolci che salate, in cui non mancano salumi, uova, carciofi, pizza al formaggio e ricette tipiche come la pastiera napoletana, il casatiello e le casadinas
  8. PISANKA
    E’ il termine per indicare l’arte di decorare le uova. Mentre nel nostro paese si tratta più che altro di un gioco per i babini, in alcuni paesi come ad esempio l’Ucraina è considerata una vera e propria forma d’arte suddivisa a sua volta in diverse correnti e stili.
  9. L’UOVO PIU’ GRANDE DEL MONDO
    Il primato dell’uovo di cioccolato più grande del mondo è tutto italiano!  E’ stato creato nel 2011 ed era alto 10,39 metri per 7.200 chili.
    Chi lo avrà mangiato?
  10. EASTER EGG
    E’ un termine che tradotto significa letteralmente “uovo di Pasqua” ma se vi capita di leggerlo in giro, sappiate che ha poco a che fare con questa festa. Si tratta infatti del modo in cui vengono definiti, nel mondo dell’informatica, degli “scherzetti innoqui” nascosti dagli sviluppatori all’interno delle loro creazioni (software, videogiochi…) Rappresentano una sorta di firma del creatore e per gli utenti è divertente scovarli, proprio come durante una caccia alle uova di Pasqua.

 

Speriamo che queste curiosità vi siano piaciute!
E per fare un augurio speciale, strovate le cartoline dedicate alla Pasqua nel kit MyPostcards! Un blocchetto di 22 cartoline pronte da staccare per ogni occasione.

 

7 trucchi psicologici da usare durante un colloquio di lavoro

Quando ti ritrovi ad affrontare un colloquio di lavoro, il modo in cui ti comporti può fare la differenza più di ciò che dici e mentre le parole dicono una cosa, il linguaggio del corpo rivela i dettagli nascosti della tua personalità e delle tue attitudini.

Perciò, come fare per essere sicuri che il proprio linguaggio del corpo comunichi sensazioni positive?

ECCO 7 TRUCCHI PSICOLOGICI CHE POSSONO AIUTARTI DURANTE UN COLLOQUIO

1) Scaldati

Arriva all’appuntamento in anticipo, vai in bagno e scaldati le mani, ad esempio mettendole sotto l’acqua calda per un po’ o utilizzando il getto d’aria calda degli asciugamani elettrici.
Avere le mani calde e asciutte ti farà sentire a tuo agio e allo stesso tempo, stringerti la mano sarà più piacevole per l’esaminatore e aiuterà a dare una prima impressione positiva.

2) Imita i suoi movimenti

Imitare i movimenti delle mani e il ritmo del respiro dell’esaminatore, gli trasmetterà la sensazione che siete sulla stessa lunghezza d’onda.
Ovviamente non dovete copiare ogni singolo gesto come uno specchio, questo risulterebbe decisamente strano, ma se ad esempio lui incrocia le gambe voi incrociatele dal lato opposto, se lui si tocca il naso con la mano sinistra, voi toccatevi i capelli con la mano destra e così via.

3) Non avere fretta

Dopo ogni domanda, potresti sentire la voglia di rispondere il più velocemente possibile per mostrare la tua preparazione, ma non serve avere fretta. Prenditi qualche secondo per organizzare i pensieri e dare una risposta che suoni più articolata e sicura. Questo non darà l’impressione di non essere preparati o lenti, ma che siete persone sicure, che conoscono il proprio valore e che sanno che alle cose importanti bisogna dedicare il giusto tempo. Meglio una cosa fatta lentamente ma bene che una veloce ma fatta male

4) Fai attenzione al linguaggio del tuo corpo

Tic nervosi, come scrocchiarsi le dita o giocare con la penna, possono dare un’impressione sbagliata, quindi cercate di non fare movimenti inutili o che denotino impazienza o agitazione.
Evitate anche atteggiamenti di chiusura come le braccia incrociate.

5) Lega con l’esaminatore

Trova un terreno comune sul quale creare una connessione personale tra di voi. In questo modo sarà più facile che l’esaminatore vi trovi simpatici e si ricordi di voi.
Senza prendervi troppa confidenza, provate a trovare qualcosa in comune commentando un’opera d’arte nello studio, la foto di famiglia o complimentandovi in modo sottile con lui/lei per la domanda che vi ha posto.

6. Visualizza il tuo colloquio ideale

Già qualche giorno prima del colloquio, vivi mentalmente l’esperienza così come vorresti che andasse.
Immagina il modo in cui vuoi sentirti emotivamente e fai in modo di trovarti in quello stato mentale più volte possibili nei giorni prima del colloquio. Questo ti permetterà di entrare di nuovo in quello stato quando sarà necessario.
Ad esempio, se hai paura di agitarti al momento della prima domanda, prova a visualizzare te stesso che rispondi in modo calmo e composto. Questo ti aiuterà ad avere lo stato mentale giusto quando arriverà il grande giorno.

7. Leggi le sue microespressioni

Oltre al tuo linguaggio del corpo, conta anche quello della persona che vi sta facendo il colloquio!
I suoi movimenti e le sue microespressioni facciali possono darti un importante feedback su come sta procedendo il colloquio e su cosa fare per restare sulla strada giusta.
Ad esempio, se l’esaminatore mantiene lo sguardo fisso sui tuoi occhi, probabilmente si aspetta che tu aggiunga qualcos’altro al tuo discorso.
Se lo vedete assumere atteggiamenti di chiusura o espressioni di fastidio dopo una vostra battuta, probabilmente vuol dire che quello che avete detto non gli ha fatto piacere perciò provate a cambiare atteggiamento.


Spero che questi trucchi potranno esservi utili durante il prossimo colloquio.

Nella foto del titolo: MyWeekPlan

Come raccontare una scena in 11 passi – consigli per scrittori

Se sei uno scrittore alle prime armi, probabilmente sei pieno di buone idee e grande voglia di metterle nero su bianco, ma non sai come iniziare o finisci per bloccarti a metà percorso chiedendoti cosa ci sia che non va.

Questo perché scrivere un buon romanzo o anche solo un buon racconto, non basta avere fantasia e idee originali, ma è necessario anche sapere come raccontare la storia.

Senz’altro è fondamentale saper scrivere in italiano corretto, conoscere la grammatica e molti sinonimi, ma non basta che il testo sia ortograficamente corretto per essere buono.

Ci sono molti modi per raccontare la stessa storia, ma non tutti sono efficaci e se si è agli inizi può capitare di bloccarsi o di realizzare un prodotto che alla fine non appassiona o lascia il lettore con un un senso di insoddisfazione.

Per partire con il piede giusto, prima di procedere con la stesura vera e propria, compilate questa scaletta all’inizio di ogni scena, assicurandovi di aver risposto ad ogni domanda:

11 PASSI PER SCRIVERE UNA SCENA

  1. Cosa deve succedere in questa storia?
  2. Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere se omettessi questa scena?
  3. Chi dovrà esserci in questa scena?
  4. Dove si svolgerà la scena?
  5. Qual è la cosa più sorprendente che accadrà in questa scena?
  6. E’ una scena lunga o corta?
  7. Scrivi 3 modi diversi in cui potrebbero andare le cose.
  8. Visualizza la scena nella tua mente
  9. Metti giù una bozza
  10. Scrivi la scena completa
  11. Rileggi e correggi

 

A questo punto non vi resta che prendere in mano il vostro Notebook, andare in un posto in cui vi sentite ispirati e rilassati e iniziare a scrivere!

Il significato dei colori

Viviamo circondati dai colori e ognuno di noi ha le sue tonalità preferite di cui ama circondarsi o con cui preferisce vestirsi.
Ma perché tra due magliette identiche ne scegliamo una di un colore piuttosto che di un altro? Perché una stanza con le pareti di un colore ci piace più di un’altra?
E vi siete mai chiesti perchè un prodotto o un logo abbia un determinato colore? Niente è dato dal caso.

I colori infatti non sono solo un segnale per capire il nostro carattere, ma anche un modo per comunicare, per questo è molto importante conoscerne il significato a seconda di ciò che vogliamo trasmettere e del messaggio che vogliamo dare.
Teniamo conto, però. che il significato e la percezione dei colori può cambiare in base alle differenze culturali e alle convenzioni sociali dello specifico paese.

ECCO IN BREVE UNA DESCRIZIONE DI CIO’ CHE OGNI COLORE COMUNICA

Da tenerne conto quando scegliamo il colore del MyColoredNotes che vogliamo regalare 🙂
Se non volete sbagliare, ricordate che il blu è il colore generalmente più apprezzato sia dagli uomini che dalle donne.

  

MA VEDIAMO NEL DETTAGLIO I SIGNIFICATI ATTRIBUITI AD OGNI COLORE

Rosso

Colore della passione per eccellenza, dell’amore.
In psicologia simboleggia calore, l’alimentazione ed è molto stimolante. E’ un colore eccitante e aggressivo, per questo è sconsigliato usarlo per arredare il luogo in cui si dorme.
Simbolizza anche il pericolo, il sangue, il fuoco e la violenza. Il Rosso è il primo colore dell’arcobaleno che i neonati imparano a riconoscere, il primo a cui tutti i popoli hanno dato un nome.

Arancione

Il Colore dell’accoglienza e dell’ospitalità è percepito come un colore vibrante ed è molto in voga per i siti web poiché simboleggia attenzione, ricerca e studio. Simbolizza inoltre la fiamma, il fuoco, l’entusiasmo e l’innovazione.
Chi ama l’arancione è altruista, ottimista, aperto e sincero, brillante e spontaneo.

Giallo

Il colore del Sole simboleggia l’allegria, la felicità, la crescita e l’oro. Può anche simboleggiare disonestà, codardia, tradimento, gelosia, falsità, malattia e azzardo. Suscitando una sensazione d’espansione e spingendo al movimento, il giallo corrisponde ad una condizione di libertà e autosviluppo.

Verde

Simboleggia la natura, ambiente, vita, crescita, fortuna, gioventù, primavera, fertilità ma anche a putrefazione, acido e veleno. L’effetto di stabilità prodotto dal verde rappresenta, da un punto di vista psicologico, i valori saldi che non mutano. La scelta del verde indica inoltre autostima.
E’ un colore neutro, rilassante, favorisce la riflessione e la calma.

Blu

Il colore blu risulta essere, statisticamente, il colore preferito da uomini e donne.
Simboleggia la calma, l’acqua, il cielo, l’armonia, la fiducia, la pulizia e la lealtà. Ma anche tristezza e depressione.
Fissando a lungo questo colore si produce un effetto di quiete, soddisfazione ed armonia.

Viola

Simboleggia regalità, spiritualità, passione ed amore.
Chi ama il viola è altruista, intelligente, umile e saggio. Ha grande umanità. E’ colto, sensibile e disponibile.

Rosa

Simboleggia femmilità, gioventù, ingenuità e gentilezza.

Bianco

Il bianco rappresenta la somma di tutti i colori. E’ il colore della purezza, sinonimo di pulizia, innocenza, spazio, luce, aria, semplicità e pace.
Nelle culture orientali è anche associato alla morte e freddezza.

Marrone

Rappresenta il colore della Madre Terra, del legno, per cui si associa alle cose solide e durature
Simboleggia neutralità, terra e caldo. Sporcizia. Il forte bisogno, l’indifferenza o il rifiuto verso questa tinta indicano pertanto un preciso atteggiamento verso ciò che è corporeo e materiale e verso i piaceri fisici.

Nero

Il nero è il non colore per antonomasia e ha molteplici significati.
Associato a potere, eleganza, magia, ricchezza, mistero e notte. Nelle culture occidentali imboleggia anche lutto, morte rabbia.
Oggi giorno è un colore molto apprezzato nella moda femminile e nell’arredamento.

Grigio

Simboleggia neutralità, intelligenza, solidità, pulizia e qualcosa di moderno. Viene anche associato a maturità e tristezza. Lo si sceglie per definire una distanza ed un non coinvolgimento. E’ sconsigliato indossarlo se si è persone paurose e timide.

 

Il regalo perfetto per la festa del papà

Il 19 marzo è la festa del papà e ogni papà è felice di ricevere un regalo da parte dei propri figli.

Ma quali sono le origini di questa festa celebrata in tutto il mondo?

La festa del papà, come la intendiamo oggi, nasce nei primi decenni del ventesimo secolo, per festeggiare la paternità e i padri in generale.
E’ una festa celebrata in tutto il mondo, anche se in date diverse.
Negli stati uniti, ad esempio, la ricorrenza cade la terza domenica di giugno, mentre nei paesi di tradizione cattolica, come l’Italia, i papà vengono vesteggiati nel giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù, quindi il 19 Marzo.

Come da tradizione, i figli consegnano un regalo al proprio papà.


Quando i bambini sono piccoli di solito creano qualche lavoretto con le proprie mani a scuola o all’asilo, che il papà conserverà come il più prezioso dei tesori, nonostante le imperfezioni e le sbavature di colla.

Poi si cresce, ma per quanto si possa crescere, un figlio resta un figlio ed un papà resta un papà e merita di essere festeggiato durante questa festa.

Il regalo però può anche cambiare e i lavoretti appiccicosi fatti con il cuore, possono lasciare spazio ad un bel regalo fatto con il cuore!

Non serve per forza fare un regalo eccessivamente costoso, basta qualcosa di simbolico come un calendario perpetuo, da tavolo o da muro, da fargli trovare già posizionato sul giorno giusto (e sotto, un bel biglietto di auguri!)

 

Oppure un elegante note da 200 pagine da usare in ufficio o per gli appunti quotidiani, da personalizzare con una dedica nelle prime pagine.

 

Link ai prodotti:

MyCalendar da parete

MyCalendar da tavolo

MyNotebook a quadretti

Cosa sono le mappe mentali e perché sono utili

Le mappe mentali sono una tipologia di mappe nasate sull’evocatività che non all’espressività.

Questo significa che questa tecnica fa leva soprattutto sulle capacità creative, sulle risorse mentali inconsce, sui collegamenti creati grazie a colori e immagini e proprio a causa di questa struttura così personale, lasciano aperte diverse chiavi di interpretazione

Esempio: una mappa mentale nella quale sono annotati i concetti principali di un incontro pubblico sull’eccellenza aziendale

blog-mappa-mentale

Credit: Diego Mazzo

 

La costruzione di una mappa mentale procede con la libera associazione mentale, iniziando dall’elemento centrale e unendo progressivamente nuovi elementi verso l’esterno della struttura oppure ristrutturando dinamicamente quelli già inseriti.

Altra caratteristica tipica delle mappe mentali è la geometria radiale: una mappa mentale possiede sempr un elemento principale posto al centro che funge da riferimento per l’intero schema.

Una cosa che distingue le mappe mentali dalle più conosciute mappe concettuali è la presenza di elementi evocativi:

  • Immagini, disegni, vignette, per richiamare idee e impressioni
  • L’uso dei colori, per attirare l’attenzione e individuare determinati concetti
  • L’usi di singole parole che richiamano concetti più complessi (espressi a volte con dei sottorami)
  • l’uso di immagini accattivanti, simpatiche, divertenti, grottesche, assurde, tridimensionali, dissonanti o stridenti, che richiamino alla mente idee e suggestioni

mindmap

Quando si usano

Queste mappe possono essere usate sia per scopi di lavoro che personali, singolarmente o in gruppo.
Sono utili per far emergere emozioni, ricordi e idee, dando loro una forma. Aiutano a memorizzare i concetti e ad elaborare pensieri complessi.
Sono molto efficaci anche se impiegate per scopi creativi, ad esempio per ritrovare l’ispirazione durante un blocco.

 

Come si disegna una mappa mentale

Si parte con il concetto principale, da porre al centro del foglio. Da questo concetto partiranno i rami di primo livello, a cui collegare gli argomenti principali.
Da questi si svilupperanno i rami di secondo livello con gli argomenti secondari e così via, mantenendo sempre più vicini al centro gli argomenti più importanti.

Il supportto ideale su cui disegnare una mappa mentale è un foglio bianco o colorato uniformemente.
I notebook GLOO sono perfetti in quanto grazie all’apertura delle pagine a 180° permettono di scrivere occupando tutto lo spazio senza il fastidio della rilegatura tradizionale.

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Ricetta natalizia: crema al mascarpone

Ecco una ricetta che non può proprio mancare sulla tavola natalizia. Buona da mangiare così, ma soprattutto perfetta come accompagnamento per dolci tipici come pandoro e panettone.
Si può servire direttamente sopra il panettone o metterla in una ciotolina a parte.

CREMA AL MASCARPONE

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Ingredienti:
400 gr mascarpone
4 uova
120 gr zucchero
1 bicchierino di rum

Procedimento:

Mettete i tuorli all’interno di una ciotola e aggiungete lo zucchero. Utilizzando delle fruste elettriche montateli finché non diventeranno bianchi e spumosi.
In un’altra ciotola amalgamate il mascarpone con il rum utilizzando un cucchiaio.
Montate a neve fermissima gli albumi utilizzando sempre delle fruste elettriche.
Adesso unite il mascarpone (con il rum) al composto di tuorli e zucchero delicatamente e quando sarà tutto omogeneo unite anche gli albumi montati usando una spatola per mescolare dal basso verso l’alto in modo che il tutto non si sgonfi eccessivamente.
Mettete la crema al mascarpone nelle coppe insieme al panettone o al pandoro oppure tagliate panettone o pandoro a strati e farcitelo.

 

Nella foto: MyNotebooks magnetici